Via dal Vietnam

by on dic.24, 2009, under Diario di bordo

Ad Hanoi ci arrivero il 24 di Novembre,fisicamente e mentalmente provato dalla burocrazia vietnamita.Dopo un paio di giorni spesi a recuperare energie e peso comincia la ricerca per spedire la Vespa,e saltano subito all`occhio due problemi.Il primo e che non e facile trovare una compania ad un costo accettabile,ma finalmente Lunedi 30 Novembre trovo quello che cercavo.Ci accordiamo per 1000 dollari,salvo poi scoprire,una volta in Giappone,che per prenderla ad Osaka ne devo sborsare altri 230,di dollari.Il secondo sembra invece piu problematico.Scopro che il permesso di importazione temporaneo della mia Vespa,ottenuto con tanta fatica,e troppo temporaneo.Per qualche motivo che ancora non capisco i simpaticoni dell`ufficio di Hai Long invece di farmelo di 1 mese,come richiesto,mi hanno dato solo una settimana di permesso.Il 30 Novembre la mia Vespa dovrebbe quindi essere per legge fuori dal Vietnam.Le opzioni sono due:tornare indietro di oltre 350 km,perdere almeno 2 giorni ed un sacco di soldi per rinnovarlo,oppure fare a modo mio.Il mio metodo vince subito la sfida.Ecco in cosa consiste.Mentre con il mio agente che si occupa della spedizione faccio il finto tonto al riguardo e non menziono il documento per un po` metto in pratica il piano.Magicamente la data 30-11-2009 diventa cosi 30-12-2009,grazie a qualche goccia di acqua calda,qualche finto segno di usura e a vari giorni,quelli passati a fare il finto tonto,mentre il foglietto,piegato come un origami,finisce di prendere la sua aria `vissuta` nel portafoglio.Alla fine il risultato e piu che buono,e all`ultimo,quando diventa palese che senza quel foglio la mia Vespa non va da nessuna parte,casco dalle nuvole e lo tiro fuori dal portafoglio,spiegando ovviamente che ho la massima urgenza avendo gia prenotato il volo.

L`ultimo problema e il volo.Scopro-ma gia lo sapevo,in parte-che in Giappone per entrare anche solo come semplice turista serve,oltre al biglietto di andata,anche quello di ritorno che provi la mia uscita dal suolo giapponese.Visto che non ho ancora le idee chiare su cosa faro una volta arrivato in Giappone e su quanto mi fermero,non ho voglia di pagare per un biglietto che magari,non usero.Devo girare a lungo quindi prima di trovare una ragazza in un`agenzia di viaggi che capisca il mio problema.In cambio del fatto di fare il biglietto di andata nella loro agenzia ottengo cosi un finto biglietto per uscire dal Giappone,una prenotazione elettronica da Osaka a Shenzen che non usero mai e senza alcun costo.La mia paranoia di essere `scoperto` e pero cosi alta che all`ostello prendero in prestito una guida della Cina stile Lonely Planet del peso di 2 chili,segnando ipotetici tragitti,citta da visitare e luoghi di interesse in Cina.Con estrema velocita riesco a fare tutto in pochissimi girni.Il 30 Novembre trovo lo spedizioniere,il giorno dopo la Vespa e gia ad Haipong,a 100 km da Hanoi,pronta per essere imballata nella sua scatola di legno-questa volta non devo per mia fortuna smontarla.Giovedi ho la conferma che il mio permesso di importazione-esportazione che mi sono auto-esteso e stato accettato senza problemi.Venerdi posso ritirare il Carnet con tanto di timbro e confermare all`agenzia il volo,che partira la sera del giorno successivo,Sabato 5 Dicembre.

Una volta sul taxi in direzione dell`aeroporto mi accorgo fortunatamente di aver dimenticato tutti i documenti(passaporto,biglietto,documenti della Vespa,patenti,ecc ecc) sul tavolo dell`Ostello,una corsa per tornare indietro e tutto si risolve con un po` di fiatone.All`aeroporto,imbarcato il mio bagaglio,faccio in tempo a consegnare biglietto e passaporto al poliziotto che questi,dopo una veloce occhiata,mi dice`aspetti un attimo`.Apriti cielo.L`aereo tra meno di un`ora sarebbe partito e loro mi tengono oltre mezz`ora bloccato in attesa di confermare la mia identita.Una volta capito il problema li guardo abbastanza maluccio e perdo un pochino la pazienza.La foto sul passaporto,oltre ad essere di 10 anni fa,e un pochino rovinata,o almeno la plastica che la protegge.Questo ha fatto venire il dubbio al poliziotto ma non bastano decine e decine di fogli,patenti e documenti per provare la mia identita,l`unica cosa che sembra farli ricredere e la vista di una carta di credito col mio nome(!).Finalmente mi lasciano andare,salgo sull`aereo e alle 5.30 di mattina metto piede in Giappone.Da qui in avanti non avro quasi nessun problema.Ritiro il mio bagaglio,spiego il motivo del viaggio al controllore dell`immigrazione,scambio gli ultimi dollari in Yen -giusti giusti per la tratta Osaka-Kyoto-e alle 9 scendo alla stazione centrale JR di Kyoto.Dopo un`oretta circa grazie ad un oramai grande senso dell`orientamento arrivo a pochi metri dalla casa della mia ragazza.Qui devo pero chiedere aiuto a dei passanti per trovare l`edificio esatto ed il suo appartamento,ma alle 10 eccomi davanti.E inutile che suoni perche so bene di non trovarla in casa.Non mi rimane che aspettare ancora un po`,dopo oltre 5 mesi dall`ultima volta che l`ho vista e oltre 4 sul sellino della mia Vespa non ho certo fretta.
Alle 8 di sera la vedo salire le scale dal piano di sopra dove, vestito elgantemente e profumato aspetto con calma da un paio d`ore.Non mi rimane che scendere i pochi gradini che rimangono,sistemarmi un po` nervosamente ,fare un bel respiro,bussare.

Ed aspettare ancora un po`,pochi,lunghi,secondi.

FINE


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