Eccolo.Hanoi!!!!!!

Tornato al pomeriggio sono quasi rassegnato all’idea che non otterro il mio libretto e che qualcosa andra storto.Compilati i moduli,lasciate le fotocopie e riuscendo a spiegare e convincere il funzionario perche io non abbia con me i numeri del motore e del telaio copiati su un foglio con gesti e disegni(non parlano inglese,oltre al goodbye,goodbye) e pagati 2 euro mi consegnano un piccolo fogliettino,simile ad una schedina del lotto.Li guardo stupefatti e gli spiego che a me serve un libretto,non un foglio di carta,provo a descriverglielo e spiegarmi,ma niente.Loro sono convinti che questo vada bene,io no,ma non sentono ragione e dopo mille goodbye sir,goodbye capisco che non mi rimane che andarmene.

Anche se ho qualcosa sono convintissimo che,una volta arrivato in frontiera,mi rimanderanno nuovamente indietro.Sono le 18 intanto e io devo trovare un modo per tornare,subito,in frontiera.Nessuno mi capisce,o forse non c’e veramente nessun autobus per il Laos,e decido di spendere 10 euro in taxi fino ad una citta li vicino,Hong La,dove spero di avere piu fortuna,essendo alla fine della strada che porta al confine.

Niente da fare,anche qui sembra che non ci sia niente fino al giorno dopo,ma dopo oltre mezz’ora che chiedo e giro un tassista che sembra capire qualcosa delle mie parole mi dice che alle 2 di notte dovrebbe esserci un autobus per il Laos.Sono comunque le 19 e devo ammazzare il tempo per oltre 7 ore……

Alle 2 di notte,niente.Tanto vale che rimanga li ad aspettare e per poco non mi appisolo quando un autobus-il mio autobus-mi passa davanti.Fortuna vuole che la signora del chiosco di fianco a me invece e sveglissima,comincia ad urlare e inseguire il pulman e questo si ferma.Ringraziata la signora salgo,pago quasi 20 euro ma alle 6 le trombette della cerimonia di apertura mi avvisano che siamo alla frontiera.

Scendo,vado a dormire un paio d’ore e alle 11 mi dirigo poco speranzoso versola frontiera.Quando l’ufficiale mi dice che e proprio quello che serviva e mi timbra il Carnet de Passage(ma come,appena qualche giorno prima mi avevi detto chiaramente che in Vietnam NON vale e che mi serviva un libretto,me lo hai fatto pure vedere!!!)Non e il caso di polemicizzare,gli stringo la mano e lo ringrazio di cuore.

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Alle 12 la Vespa e carica e pronta per l’ultima tirata di 500 km fino ad Hanoi,che sara -penso-il mio porto di partenza fino ad Osaka,a 80 km da Kyoto.Dopo 24.000 km circa macinati senza il minimo problema o intoppo il motore,a 30 km da Hanoi,subito dopo un rifornimento a lato della strada sembra stanco e comincia a borbottare.NOOOOOOOOOOO

Scopro subito che l’unico problema e che rimettendo la leva dalla posizione di “riserva” alla posizione normale sono andato quasi oltre,chiudendo in parte il rubinetto della benzina(ci credo che singhiozzava, la benzina arrivava a rate!!) tiro un gran sospiro e con un gigantesco sorriso arrivo ad Hanoi.

Dopo 12 ore esatte a schivare bici,motorini e camion-la strada e abbastanza brutta-posso parcheggiare la Vespa davanti ad un Hotel,farmi la prima doccia dopo oltre una settimana e dormire di gusto.

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Nella Terra di Mezzo

Sapevo che a quest’ultima frontiera via terra avrebbero potuto crearmi delle complicazioni,per via di una legge sull’importazione di veicoli esteri in Vietnam con poca luce e molta ombra.E cosi e stato.Senza un documento simile al Carnet de Passage,la mia Vespa non entra.Non valgono a nulla fantasiose spiegazioni sul mio Carnet de Passage,non vale a niente chiamare l’ambasciata la quale alla fine mi suggerisce di chiamare la Piaggio of Vietnam e farmi aiutare da loro,ma cascasse il mondo alla Piaggio non chiedero nulla.Non vale a nulla far chiamare il capo ufficio dall’ambasciata italiana,non servono le suppliche ne ore e ore passate al freddo in attesa che qualcosa si smuova.Fortuna vuole che provo ad entrare il Vietnam il 20,venerdi,e anche volessi quindi l’ufficio dove richiedere questo benedetto documento,a 120 Km dalla frontiera,sia Sabato che domenic a e chiuso.

Passo cosi le giornate di Venerdi ,Sabato e Domenica nell’unico Hotel davanti alla frontiera,passo il tempo andando avanti e indietro alla frontiera e cercando di capire come dove ottenere questo libretto.Come se non bastasse la temperatura scende paurosamente,il sole e sempre coperto da nuvole o nebbia anche se siamo a soli 700 metri s.l.m. il riscaldamento non esiste e fa freddo per davvero.Niente ATM,mi tocca usare i veri ultimi 50 euro di riserva che dureranno poco,visto che il solo Hotel me ne chiede 9 a notte e stasera mi tocchera pagare pure due camere.

Domenica abbastanza depresso,affamato(il cibo dell’Hotel e pessimo,dovro accontentarmi di un piatto di riso bollito al giorno a credito e qualche wafer mentre vago per gli uffici della frontiera) e con gli ultimi soldi in tasca decido di provare ad ottenere questo libretto,con la mia Vespa ancora parcheggiata davanti alla frontiera,mentre i bagagli rimangono nell’Hotel,che sicuramente mi fara pagare anche non dormendoci.Grazie ad un poliziotto-tutti gentilissimi,fortunatamente hanno preso molto in simpatia il fatto che sia arrivato fin li in Vespa-riesco a farmi dare un passaggio gratuito fino ad Ha Thin,a 120 Km per l’appunto.Il poliziotto e cosi persuasivo con l’autista che non solo non pago il biglietto,ma anzi una volta arrivati,alle 19 dopo 4 ore(!) di viaggio mi paga pure un moto-taxi per farmi vedere dove sia l’ufficio della polizia stradale.

Memorizzatelo spero di trovare una camera calda e un pasto decente,dopo 5 giorni di pasti saltati o scarsi.La camera la trovo,a 5 euro,in un hotel di dubbio gusto in cui penso di essere l’unico presente a volere una camera di Hotel per dormire.La cena sara di nuovo magra,un po’ di riso bollito e spinaci,ma viste le condizioni igieniche del locale -ma gli atri non stanno meglio-sono le uniche cose che oso mangiare, e solo qualche snack migliora la situazione.Passata la notte mi dirigo ottimista verso l’ufficio della stradale.La prima cosa in cui mi imbatto nell’atrio dell’edificio e un bel tavolo da ping-pong messo orgogliosamente in centro.Mi attraversa il dubbio che non siano questi gran faticatori,entro nell’ufficio dove dovrebbero rilasciarmi l’agognato documento(con tanto di letto per la penichella per il capoccia) e la risposta “come back this afternon” non mi meraviglia piu di tanto,e dopo 10 minuti in cui provo a spiegargli l’urgenza della faccenda ma la risposta non cambia,me ne esco,meno abbattuto o depresso di quanto si possa pensare ma molto,molto,molto stanco.

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Laos

Lasciata Bangkok il 17,appena ritirato il mio nuovo-e costoso- visto vietnamita alle 15 sono in marcia.Cosi come non e facilissimo trovare la strada giusta per entrare a Bangkok,cosi non e facile trovare quella giusta per uscire.Tiro dritto fino alla frontiera con il Laos e nel primo pomeriggio del 18,dopo una breve sosta a bordo strada per motivi di sonno,sono davanti al Thai-Lao Friendship Bridge.Le pratiche sono abbastanza veloci,nessun intoppo ed eccomi quindi in Laos.I soldi sono contati quasi al centesimo e mi rimangono solo piu due “riserve” d’emergenza,una da 50 euro nascosti nel casco-che mi salveranno alla frontiera Vietnamita- e altri 40 circa nascosti dentro la Vespa(letteralmente dentro,per prenderli devo smontare il sellino e non solo)

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Con il calare del sole alla prima guest House mi fermo,non riesco di nuovo a trovare da mangiare oltre che un pacco di biscotti e quindi me ne vado a dormire abbastanza presto.Di buon ora sono in marcia,il tempo e ideale e tutto prosegue liscio fino a quando non supero un ciclista ultracarico.Sono curioso e voglio fare due chiacchere,mi fermo ad aspettarlo e facciamo amicizia.Viene dalla repubblica Ceca e dopo 6 mesi di pedalate si dirige in cambogia,per tornare a casa in Maggio,sempre in sella,attraverso India Iran e Turchia.Dopo una mezz’oretta di chiacchere ci diamo appuntamento alla prima Guest House dove io arrivero circa un’ora dopo e lui circa due.

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Mangiata cena insieme il giorno dopo alle 6 del mattino ci salutiamo,lui per partire,io per andare a perdere qualche altra ora tra le coperte.Mentre mi avvicino alla frontiera con il Vietnam il tempo peggiora,la strada sale fino a circa 700 metri s.l.m. il sole scompare nella nebbia e una fastidiosa pioggia aumenta la sensazione che fa freddo.sono tutti i segnali che qualcosa sta per andare storto,ma ancora non me ne accorgo….

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Lista Nera.Istruzioni per l’uso

Se siete sulla Lista Nera eccovi le istruzioni,passo per passo.

1-Mandate una mail alla casella postale

aiutailperci@yahoo.it

2-Nella mail scrivete : il vostro nome reale,e quello che appare sulla lista,insieme al numero ed al vostro numero di telefono.

3-Una mail di conferma vi arrivera a breve con le ultime istruzioni.

Domani intanto lasciero Bangkok in direzione di Laos e Vietnam.

A presto

Beppe

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Il momento e giunto

Dopo lunghe ed attente riflessioni,indecisioni e calcoli,e arrivato il momento di dover attivare la “Lista Nera”.Se non sapete cosa sia e perche non dovete saperlo,ma a chi vedra il proprio nome domani sul sito scrivero le cose da farsi.

Le persone elencate si dividono,a grosso modo,nel seguente modo

-amici di vecchia data

-amici della Rotonda Valentino-o che ci lavoravano-

-parenti

-amici della FLIC

-amici di Verezzi

-amici di VOL

Se conoscete qualcuno sulla lista nera quindi avvertitelo.

Grazie a tutti di cuore.

Beppe

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Bangkok

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Per adempiere ad un’altra promessa devo,o dovrei,essere all’aeroporto di Bangkok il giorno successivo,alle 14,a prendere Yucari.

Dopo Calcutta avremmo dovuto rivederci,al massimo,in Giappone,ma dopo il problema con la spedizione in India abbiamo praticamente fatto la stessa strada,io in Vespa,lei in aereo.

Riesco a coprire i 1500 chilometri in 30 ore esatte,ed alle 14 sono davanti alla Guest House a scaricare i bagagli e fiondarmi all’aeroporto,a 25 chilometri di distanza.Risolti i soliti probloemi di trovarsi all’interno di un aeroporto la sorpresa piu grande viene quando la mia Vespa,parcheggiata davanti all’ultimo gate,non c’e piu.Sorpresa fino ad un certo punto,ma pur sempre sorpresa.Ci tocca seguire la polizia e andare negli uffici dove vorrebbeo 500 Bath di multa,circa 10 euro.Non esiste e pur sapendo che potrei,nel giro di una decina di minuti,convincerli che non devo pagare,i cartelli segnaletici son sbagliati,i poliziotti pur vedendomi non mi hanno detto nulla,opto per una brevissima trattativa fondata sul fatto che non ho soldi,e quando scendiamo a 200 Bath accetto di cuore.Qualche scarabocchio,e la Vespa e mia.

I thailandesi hanno comunque in comune con gli indiani una certa lacuna nell’orientamento,e trovare il centro di Bangkok richiede oltre un’ora.Scaricata la Vespa posso concedermi un’ottima cena e del meritato riposo.Lunedi non mi rimane che andare all’ambasciata Vietnamita per ottenere il visto,e quindi partire.

A presto

Beppe

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Dino e Kuala Lumpur

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Chi e Dino?Fintanto che alle 23 del 7 sera una Vespa rossa-una Vespa nuova o frullatore come la chiamano alcuni,ma pur sempre una Vespa di nome- si ferma davanti a me ed un ragazzo col casco rosso anch’esso mi guarda sorridendo non ne avevo la piu pallida idea.Dino si divide tra la Malesia,l’Italia ed il resto del mondo per motivi di lavoro,ed una volta venuto a sapere del mio viaggio eravamo rimasti in contatto con la promessa sua di ospitarmi a Kuala Lumpur e mia di passare da kuala Lumpur.Non nascondo che quando mi trovavo fuori da Bangkok e avevo alla mia sinistra 3000 chilometri fra andata e ritorno per conoscere Dino e tornare al punto di partenza,e alla mia destra gli ultimi 1000 chilometri scarsi fino ad Hanoi,per una manciata di secondi ho riflettuto.Ma,mi sono detto,una promessa e una promessa.Sinistra.

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Un attimo dopo una Vespa multicolore ne segue un’altra rossa in giro per KL,fino a casa sua.Qui scarichiamo i bagagli e intanto che mi faccio una doccia Dino va a prendere un altro amico italiano,Renato,ed alla fine scopriamo di avere una cosa in comune.Dino e Renato hanno partecipato due anni fa al Mongol Rally,su due equipaggi diversi,e conoscono il buon -e sfortunato con la Vespa -Umberto,che quest’anno insieme ai suoi amici sono andati prorpio in Vespa da Milano in Mongolia in questo Rally benefico,riuscendo ad arrivare nonostante mille problemi.

A Kl mi fermero dal 7 all’11,trattato nella maniera migliore.Dino porta me e Renato in giro per KL,mangiamo un sacco e finalmente posso inoltre mangiare del VERO cibo italiano,che ormai mancava dalla serata con i camperisti italiani vicino al monte Nemrut.Anche quando Dino il 9 sera deve tornare in Italia per lavoro ci lascia a me e Renato la casa a disposizione-e che casa,svegliarsi la mattina con un tuffo in piscina non e da poco-e il 10 insieme ad Ariff decidiamo di andare a fare sci d’acqua a due passi da KL,per concludere in bellezza questo mio soggiorno Malese.Come se non bastasse,oltre alla casa,ai vari pranzi e cene gratuite ecc ecc,Dino mi regala un completo nuovo da moto con giacca,pantaloni,stivali,guanti,k-way e lo stesso Ariff mi regala anch’esso un’altro paio di stivali da moto(ma piu avanti scopriro questo completo potenzialmente pericoloso.Attillato,con le protezioni che vanno a crearmi muscoli non miei e un po’ di barba lunga arrivato a Bangkok ricevo piu di un’attenzione da parte di ragazze dai veri nomi Franco e Giovanni,penso,che lavoravano in un 7 eleven ed in un stazione di benzina).Pure Renato mi regala,oltre ai soldi della benzina per tutta la Malesia,un paio di accessori personali e mi prende in consegma le mie scarpe ormai devastate con l’intenzione di portarle con se a Roma e da li spedirmele come ricordo del viaggio a Torino.

L’11 mattina a malincuore saluto Renato in direzione di Bangkok,felice di aver girato a sinistra.

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Malesia

Caricati i bagagli per l’ennesima volta vado senza troppe fermate in direzione della Malesia.L’asfalto e il migliore mai percorso fin’ora,in 1350 chilometri conto una buca soltanto,neanche un centimetro di lavori e i Thailandesi,come i Malesi,sono rispettosi in modo incredibile dei limiti,semafori e ogni altro codice della strada.Se in India fare venti chilometri vuol dire rischiare almeno una volta di essere messo sotto in 3000 chilometri tra andare e tornare non ricordo il minimo rischio.Questo vuol dire inoltre poter spremere un pochino piu del solito la Vespa e tenere una velocita intorno agli 80 senza troppi problemi-tranne quando buco,ancora,a meta strada,ma senza conseguenze.

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La sera pero mi devo fermare per tutta la notte oltre che per la stanchezza perche comincia a piovere.Piu che pioggia sembra un diluvio,in una sola notte scende una quantita d’acqua impressionante,tanto che alcuni fiumi a fianco della strada escono dai loro letti e coprono interamente alcune strade laterali.Con l’alba il tempo sembra migliorare,mi sveglio un po’ indolenzito e riparto,supero senza troppe difficolta la frontiera Malese sotto un sole mai visto prima.Dopo poche ore mi accorgo che le braccia si stanno scottando,cosa che non mi era mai successa neanche in Iran o in Pakistan in pieno deserto,ma a pensarci bene la vicinanaza con l’Equatore si fa giustamente sentire.Alle 17 mi trovo a 300 Km da Kuala Lumpur e gli ultimi 250 Km li faccio sotto una pioggia incessante.Dino pero mi aspetta e non posso fermarmi ne ho voglia di passare la notte bagnato a dormire di nuovo sul cemento,quindi ignoro la pioggia e alle 23 circa posso dirmi sotto le Petronas Tower,pronto ad aspettare Dino.

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Fuori Bangkok

Dopo aver preso la Vespa me la godo per un giorno intero a Bangkok,noto che l’impressione avuta sulla polizia Thailandese di essere pignola e veritiera,solo usando tutte le mie abilita di turista stupido farfugliando qualcosa di incomprensibile evito all’ultimo una multa perche viaggio tranquillamente nella corsia riservata ai bus.

Il 4 mattina parto cosi in direzione di Kuala Lumpur,1500 km a Sud.L’inizio promette male,dopo aver caricato i bagagli mi accorgo che la ruota posteriore e nuovamente a terra,e scopriro che uno spillo insignificante ne e la causa.Sotto un sole che non da tregua cambio la ruota velocemente e parto.Uscito dalla bolgia di Bangkok non riesco o non voglio fare troppa strada,e doo 150 km circa mi decido a fermarmi a Petchaburi.Sulla strada noto un meccanico di Vespe-qui i meccanici o fanno Vespe,o fanno le moto,difficilmente si vedono entrambe nella stessa officina-per comprare due camere d’aria di scorta.Alla fine mi faccio prendere la mano e finisco per comprare 4 litri d’olio sintetico castrol,un copertone ed un cerchione nuovi,una nuova guarnizione del carburatore,due leve di ricambio per freno e frizione e due camere d’aria;30 euro in tutto.

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Una ragazza mi chiede se sto cercando una guest house,ci penso un secondo e le rispondo di si,a pattto che sia economica.A meno di tre euro ho una camera pulita,e capisco anche cosa ci facesse la ragazza insieme al fratello dal meccanico.Tutti e due hanno due Vespe bellissime,rosa acceso quella della ragazza e verde/bianco panna quella del ragazzo.Devo comunque fermarmi perche,oltre a dover sistemare due cosette sulla Vespa,mi rendo conto di non avere neanche piu un vestito o un ricambio pulito con me.Il giorno seguente passo la mattinata a pulire,o almeno cercare,i vestiti,ma alcuni si trovano ormai in uno stato irreversibile.Quando decido di andare a fare il mio primo bagno in spiaggia da Instambul a questa parte incontro una coppia europea -belga-su uno scooter sotto l’Hotel.Ci guardiamo e facciamo due chiacchere,anche loro stanno cercando una spiaggia e naturalmente andiamo insieme.Ad una ventina di chilometri troviamo il posto che fa al caso nostro,provo ad arrivare in Vespa sulla spiaggia ma riesco solo ad insabbiarmi a pochi metri dal traguardo.

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Anche se il mare e molto piu simile a quello di Savona che alle cartoline che arrivano dalla Thailandia il posto e bello e tranquillo,almeno finche non notiamo decine di meduse in mare-incredibilmente ne io ne Vanessa ne il suo ragazzo ne veniamo a contatto- e il bagno finisce anzitempo.La giornata la spendiamo tra una passeggiata sulla spiaggia e la cena in giro per la citta,mentre i giorno successivo mi aspettano 1350 Km tutti d’un fiato fino da Dino

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Pignoli fastidiosi-2

Lunedi torno,armato di fotocopie,foto della Vespa imballata e molto ottimismo.Sparisce subito o quasi,l’ottimismo,perche io e quelli dell’ufficio Custom non andiamo proprio d’accordo.Cominciano a farmi una serie di problemi uno piu stupido dell’altro,mi mandano da ogni parte in giro per l’aeroporto a collezzionare fotocopie,documenti,dichiarazione,e mille menate simili.Alle 16,dopo cioe 5 ore di questa routine,telefonate e chilometri e chilometri,perdo letteralmente la pazienza all’ennesima obiezione da parte loro,soprattutto quando mi dicono “dovrai tornare domani,oggi e troppo tardi” non ci vedo piu e comincio a rispondergli decisamente male e a dirgli che non sanno lavorare,non sono venuto qua a farmi prendere in giro,voglio parlare con l’ambasciata italiana e senza i documenti per ritirare la Vespa non me ne vado.Non accellera certo le cose,ma forse aiuta.

Per farvi capire il clima fantozziano che ho dovto sopportare,ecco alcuni esempi:

-Burocrate(donna molto infame)

La tua Vespa e una moto,per importarla servono dei documenti speciali,inoltre non puoi guidarla qui in Thailandia e devi pagare l’importazione

-IO,gia spazientito

La Vespa e uno scooter,adesso te lo faccio anche vedere su internet(abbiamo cercato Vespa in inglese ed ovviamente appare”Vespa scooter”) inoltre e un 125cc(123,per la verita)quindi niente autostrade,inoltre sul documento di importazione c’e scritto “scooter” non devo pagarvi nulla perche ho il Carnet de Passage e se io possa o no guidarla non e affar vostro

-Burocrate

Si ma guarda questo sito internet,c’e una moto plasticosa a 2000 euro,e una Vespa allo stesso prezzo,quindi la Vespa E una moto

-IO

Hai fatto caso che la Vespa in questione pur sembrando nuova ha oltre 40 anni??

Oppure

LEI-

Sul documento d’importazione c’e scritto “Vespa and luggage” io ne voglio uno per la Vespa ed uno per le Valigie

IO-Ovvio che c’e ne solo uno,e tutto dentro la stessa scatola quindi ci deve essere un solo documento d’importazione.

Lei qui non ha voluto sentire ragione e dopo l’ennesima sortita all’ufficio Thai che si rifiuta di farmi due documenti per una spedizione gli dico che mi sono rotto e stavolta uno di loro viene con me,e ci parla direttamente.Mi mandano insieme ad un genio,veramente.Decide di prendere la macchina,gli faccio presente che non c’e bisogno,sara un chilometro scarso.<E piu lontano,fidati>(ma ci sono appena stato!!) e andiamo nella direzione opposta per quasi un chilometro.Qui aspettiamo 5 minuti una triste macchinina elettrica,mi dice<vedi saranno quasi due chilometri!>in inglese.Lo guardo e gli dico scoraggiato<che sei proprio un imbecille>in italiano.

BUROCRATE

La Thai ha sbagliato a registrare il tuo nome,Percivati,e per sbaglio ha scritto Percirati.

IO-Sentite,sono quasi 7 ore che sono qua,ormai sia voi che la Thai mi avete registrato come Percirati,quindi visto che non potete piu cambiare i documenti d’importazione perche sono passati due giorni e la Vespa e gia qua,continuate con quel nome e basta.

Solo l’arrivo del capo dei capi risolvera la soluzione,le poche impiegate rimaste-intanto si sono fatte le 18 e una dopo l’altra cominciano a dileguarsi-cominciano a buttare timbri quasi a caso su tutti i documenti che ho in mano-siamo arrivati tranquillamente al centinaio di fogli di ogni tipo-e alle 19 posso andarmene lanciando qualche parolaccia in italiano dietro di me.L’ora successiva che devo passare negli uffici della Thai cargo mi sembra volare,e poco dopo le 20 posso finalmente toccare la cassa con la mia Vespa.

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La apriamo e tutto sembra in ordine,in un’ora e mezza circa la rimonto come nuova e fatte due regolazione veloci posso “dare gas”.Quando a quella che penso sia l’uscita mi fanno cenno di fermarmi non ci penso due volte a far finta di scambiare i loro inequivocabili gesti di stop con un saluto,ricambio il non-saluto con la sinistra e li supero,ridendomela di gusto.La risata dura poco,dopo 300 metri c’e la vera uscita e qui mi dicono di tornare indietro,uffa.Ci scambiamo per l’ultima volta dei documenti,loro non capiscono il mio cattivo umore che va comunuqe scomparendo nella calda sera di Bangkok.

Prossima tappa Kuala Lumpur,Malesia,per incontrare Dino,quindi tornero indietro e via senza soste fino in Vietnam,prima di arrivare in Giappone,ormai quasi a portarta di Vespa.

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